Dimensione del fenomeno assenze/rendimento scolastico

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La salute individuale è un diritto fondamentale ed inalienabile. Ma è anche un interesse collettivo, in quanto le spese sanitarie e quelle relative alle assenze dallo studio e/o dal lavoro, hanno costi materiali e sociali molto alti e sono a carico della collettività, non del datore di lavoro che, nel settore scuola sia pubblico che privato, corrisponde alla figura del dirigente scolastico.

 

Sul piano strettamente economico, le voci più importanti dei costi complessivi sono rappresentate dai costi sanitari diretti, legati alla gestione della malattia e delle sue possibili complicanze, e dai costi indiretti associati alle perdite di produttività generate dalle assenze.

 

Ciò premesso, l’attribuzione di un peso economico all’assenza da scuola appare motivabile sotto due aspetti: il primo è che tale assenza, privando protempore gli allievi degli input scolastici di socializzazione, formazione, informazione, ecc., ne riduce in proporzione il processo di crescita come futuri soggetti economici attivi, con un conseguente costo atteso per il sistema economico-sociale; il secondo è che a fronte dell’assenza, c’è una quota del servizio educativo offerto dalla struttura scolastica che rimane come una risorsa inutilizzata, e quindi costituisce un puro costo senza rientro.

 

 

L’argomento dell ’”analisi dei costi sociali ed economici a causa di assenze e cure mediche” è visto nel contesto della “Dimensione del fenomeno assenze/rendimento scolastico”, non può prescindere da due livelli di contestualizzazione: quello degli effetti economici di medio e lungo periodo dell' “abbandono scolastico” e quello della capacità di “presa in carico” del problema in una società con un welfare in crisi e un sistema di protezione sociale in via di trasformazione.

 

L’abbandono scolastico è un tema oggetto negli ultimi anni di diversi studi e approfondimenti, come necessario per un fenomeno in cui le motivazioni sono fortemente individuali. Tuttavia l’attenzione si è quasi sempre concentrata sulle questioni più legate alla condizione socio – economica e culturale o alla disabilità strettamente intesa più che come esito di patologie altamente invalidanti.

 

Probabilmente occorre modificare il criterio stesso di salute …

 

Le conseguenze dell’abbandono scolastico sono uguali a prescindere dalle motivazioni: dal punto di vista individuale, le conseguenze dell'abbandono scolastico si trascinano per tutta la vita e riducono le possibilità di partecipazione alla vita sociale, culturale ed economica della società.

 

In particolare l'abbandono scolastico espone maggiormente le persone al rischio di disoccupazione, povertà ed esclusione sociale e ne condiziona per tutta la vita il reddito, il benessere e la salute propria e dei figli; le prospettive di trovare un impiego dipendono in gran parte dal livello di qualifica ottenuto.

 

Nel 2009, il 52% di coloro che hanno abbandonato la scuola prima del tempo nell'UE erano disoccupati o al di fuori del mercato del lavoro; quelli che lavorano hanno uno stipendio più basso, generalmente hanno un impiego precario e più spesso dipendono dall'assistenza sociale e tendono a partecipare meno alla formazione permanente e quindi alla riqualificazione. Il loro svantaggio scolastico può essere la causa di un vero e proprio handicap destinato ad acuirsi nel corso della vita.

 

Economia e società: gli alti tassi di abbandono scolastico hanno effetti a lungo termine sullo sviluppo della società e sulla crescita economica. Chi abbandona la scuola prima del tempo tende a partecipare meno ai processi democratici e di solito è un cittadino meno attivo. L'innovazione e la crescita si fondano su una forza lavoro qualificata, non solo per i settori dell'alta tecnologia, ma per tutti i settori dell'economia.

 

Secondo studi europei la riduzione di appena un punto percentuale del tasso europeo medio di abbandono scolastico significherebbe per l'economia europea quasi mezzo milione all'anno di giovani qualificati che trovano potenzialmente un'occupazione. E’ necessario migliorare la partecipazione delle persone sviluppando le loro competenze per tutta la vita nonché di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro.